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1975-1990

Periodo altalenante

Tra grandi successi e cocenti delusioni

Questo è un periodo tra i più controversi della storia del calcio vicentino, costellato di grandi traguardi come anche di cocenti delusioni, con il Vicenza che si trova a partecipare ai tre campionati professionistici (A, B, C1), con alterne fortune.

Dopo la sbornia di 20 campionati successivi in A, i biancorossi militano ora in serie B nella quale per il primo anno quasi rischiano la C, mentre nel secondo s’impongono vincendolo, proprio giusto in tempo per i festeggiamenti per i 75 anni di vita della società. In questa squadra figurano molti giocatori che saranno protagonisti della cavalcata trionfale dell’anno successivo: tanto per cominciare un nome su tutti è quello di Paolo Rossi, preso in comproprietà con la Juventus, vero e proprio artefice della promozione con 21 reti; poi sfogliando la rosa dei giocatori troviamo Ernesto Galli, Giuseppe Lelj, Giorgio Carrera, Valeriano Prestanti, Giancarlo Salvi, Massimo Briaschi, Roberto “Pippo” Filippi, Franco Cerilli, Renato Faloppa e Luciano Marangon. Abile condottiero di quella che poi risulterà una grande armata è Giovan Battista Fabbri, il quale lavora quasi nell’ombra, facendosi apprezzare per la serietà e l’armonia che immette nel suo lavoro e nell’ambiente.
Il ritorno in serie A è quindi cosa fatta, ma il Vicenza sembra non accontentarsi, infatti andrà oltre ogni più rosea aspettativa arrivando addirittura al secondo posto finale dietro la Juventus, è il Real Vicenza.

Il copione della stagione 1977-78 è praticamente lo stesso della precedente che ha portato il Vicenza in A: Rossi trascinatore con ben 24 reti (capocannoniere), mentre nella rosa dei giocatori oltre a quelli appena citati compare anche Mario Guidetti, centrocampista dall’ottimo pedigree proveniente dal Como.

E’ un periodo di assoluto fulgore per la società berica, ormai assurta al ruolo di protagonista del calcio italiano accanto ai nomi delle grandi, tutto fa presagire all’inizio di un altro trionfale ciclo, ma la parabola questa volta si spezza.

La stagione successiva vi è la retrocessione in B, dovuta ad un finale di stagione veramente disastroso, il Vicenza inoltre non va più in là del primo turno della Coppa Uefa essendo eliminato dal Dukla Praga. Unica consolazione di quella deludente annata sarà il premio “Seminatore d’Oro” assegnato all’allenatore Fabbri.

Si ricomincia così dalla cadetteria, pur con tanti cambi (la squadra è praticamente riformata, con la permanenza dei soli Marangon, Zanone e Rosi), il Vicenza riesce a sfiorare la pronta risalita con un sorprendente quinto posto finale.

A metà anni ottanta la squadra è targata Bruno Giorgi. Nel campionato di C1 84/85 la squadra giunge secondo ed è promossa in B dopo il vittorioso spareggio contro il Piacenza. Nella stagione successiva (85-86) i biancorossi riconquistano la serie A, ma una delibera della C.A.F., cancella il passaggio in serie A.Nel 1980 poi Giuseppe Farina lascia la presidenza in favore del figlio Francesco che la passerà successivamente a Dario Maraschin, altro presidente appassionatissimo dei colori biancorossi. Intanto la squadra scende in serie C/1 al termine della stagione 1980-81, una categoria che non vedeva dal lontano 1940.

La truppa di mister Giorgi era composta di giocatori di ottimo livello per la categoria: da Antonio “Toto” Rondon, bomber indiscusso, per proseguire poi con i vari Alfonso Bertozzi, Franco Cerilli, l’inossidabile Roberto “Pippo” Filippi, Daniele Fortunato, Maurizio Lucchetti, Giuseppe Mascheroni, Massimo Mattiazzo, Paolo Mazzeni, Andrea Messersì, Danio Montani, Eligio Nicolini, Giuseppe Pallavicini, Luigino Pasciullo, Gabriele Savino e Maurizio Schincaglia.

In questi anni debutta anche un ragazzino cresciuto nella società berica che farà molto parlare di sé, e che risponde al nome di Roberto Baggio. La sua partita di esordio data 5 giugno 1983 contro il Piacenza. Complessivamente Baggio giocherà nel Vicenza 36 partite mettendo a segno 13 reti e rivelandosi infallibile dal dischetto, prima di infortunarsi al legamento del ginocchio destro nella partita disputata a Rimini il 5 maggio 1985. Quella fu l’ultima apparizione dell’attuale “divin codino” in maglia biancorossa.

Nel Campionato 1986-87 la squadra retrocede in Serie C1. Seguirono una serie di stagioni di sofferenza, in cui si avvicendarono diverse proprietà e più volte si rischiò di retrocedere in Serie C2. Nell’annata 1989-90 il Vicenza evitò la retrocessione vincendo 2-0 lo spareggio salvezza contro il Prato.