Gli albori

Il Vicenza
agli inizi

La storia calcistica del Vicenza inizia agli albori del 20° secolo, precisamente il 9 marzo 1902. Quella domenica, nella palestra Comunale di S. Caterina, fu formato il primo consiglio direttivo, il quale nella riunione della settimana successiva alla fondazione, darà vita al primo organigramma della neocostituita Associazione Calcio Vicenza (denominato ACIVI) così composto: Presidente fu eletto il prof. Tito Buy (Direttore Scuola Tecnica), Vice Presidente fu il prof. Giovanni Ghilardini, Revisori il sig. Francesco Buy e il rag. Giovanni Tonello, Insegnante Tecnico (l’attuale “mister”) il prof. Antonio Libero Scarpa. La squadra, composta dagli stessi soci della società, disputa in quell’anno solo partite amichevoli con squadre composte da elementi reclutati tra le altre realtà sportive cittadine, giocando nel cortile interno della palestra.

La prima uscita ufficiale è datata 18 maggio 1903 nel campionato Provinciale per Scuole con la compagine berica opposta alle scuole Cordellina, Baggio e Schio con il Vicenza che primeggia vincendo il suo primo torneo. Il primo impegno lontano dalle mura amiche avviene invece il 31 maggio 1903 per la disputa della Coppa Venezia sul campo del Lido, insieme alle squadre della Reyer Venezia e del Milan Cricket and Football Club. La cronaca narra di un’ottima impressione suscitata dalla grintosa squadra berica (all’epoca giocavano con una camicia a strisce biancorosse con pantaloncini e calzettoni neri), capaci di battere i veneziani con il secco risultato di tre reti ad una, prima di essere sconfitti dalla prestigiosa compagine lombarda per 5 a 0. Nel 1904, precisamente il 15 maggio, il Vicenza partecipa al campionato veneto allora istituito nel quale si trova ad affrontare ancora la Reyer Venezia. L’incontro termina 2-2 dopo i supplementari, quindi si necessita della ripetizione della gara che si gioca il giorno stesso e termina con l’inattesa vittoria del Vicenza per 4-2. L’A.C.VI è campione Veneto.

Nel 1906 è istituita la prima Coppa Vicenza che vede la squadra di casa trionfare ripetutamente contro le rivali venete. Il periodo seguente è caratterizzato dalla partecipazione a molti tornei provinciali e regionali che precedono il successo nel Campionato Veneto del 1910. L’anno 1911 è importante per il calcio vicentino, infatti è di quell’anno l’inaugurazione del nuovo campo di gioco (non è ancora tempo di parlare di stadio…), in località Borgo Casale vicino a dov’è ora il Menti. Il Vicenza soddisfa così la necessità di un terreno destinato unicamente alle partite di calcio, abbandonando i campi in Piazza d’Armi e in Campo Marzio; senza quindi dover più giocare in rettangoli verdi condivisi con molti appassionati del pallone, che a quell’epoca erano in numero crescente. Degna di nota la costruzione di spogliatoi in legno. Dal punto di vista sportivo il 1911 viene ricordato per il titolo nazionale che sfuma nella finale con la Pro Vercelli pluri titolata. In finale il Vicenza giunge dopo aver vinto il Campionato Interregionale Veneto-Emiliano battendo Bologna, Hellas (Verona) e Venezia in gare di andata e ritorno disputate tra il 5 Febbraio e il 12 marzo.

La finale si svolge in due gare a campi invertiti, e i berici vengono sconfitti sia in Piemonte (3-0) che in casa (1-2), uscendo in ogni modo a testa alta dalla competizione.

I partecipanti a quelle due gare storiche furono: Tessari, Pozzi, Vallesella, Tonini 1°, Tonini 2°, Tonini 3° (fratelli), Ghiselli, Capitanio, Pedrina, Botticelli, Bellavitis, Ciscato. Il Vicenza riproverà in seguito a ripetere quest’ottimo exploit, ma con alterne fortune, stante l’ancora troppo netto divario tra la squadra biancorossa e le compagini del triangolo Liguria-Piemonte-Lombardia. Sono di questi tempi anche numerose partite disputate contro formazioni straniere, partite nelle quali i berici s’impongono spesso.

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